noi-italia2015
istat

>> I cittadini stranieri iscritti nelle anagrafi dei comuni italiani all'inizio del 2014 sono oltre 4,9 milioni, l’8,1 per cento del totale dei residenti. Al netto delle rettifiche dovute alla revisione anagrafica, l’aumento rispetto al 2013 è del 3,7 per cento. Sul piano territoriale, la distribuzione degli stranieri residenti si conferma non uniforme, con la maggiore concentrazione nel Centro-Nord.

>> Al 1° gennaio 2014 sono regolarmente presenti in Italia oltre 3 milioni e 800 mila cittadini non comunitari, con un incremento di circa di 110 mila unità rispetto al 2013. Il flusso di cittadini non comunitari in ingresso nel nostro Paese diminuisce del 3,2 per cento fra il 2012 e il 2013: la diminuzione dei nuovi arrivi interessa le donne (-5,0 per cento) più degli uomini (-1,4 per cento). Sono aumentati del 19,3 per cento i permessi per lavoro, mentre sono calate le nuove concessioni per famiglia (-10,0 per cento) e quelle per asilo/motivi umanitari (-16,5 per cento). 

>> Gli stranieri in età 15-64 anni residenti in Italia hanno un livello di istruzione simile a quello degli italiani. Nel 2013 la metà degli stranieri è in possesso al più della licenza media, il 40,4 per cento ha un diploma di scuola superiore (rispetto al 36,9 per cento del 2005) e il 9,5 per cento una laurea.

>> Le forze di lavoro straniere rappresentano l'11,2 per cento del totale, concentrate al Nord per oltre il 60 per cento. Il tasso di inattività della popolazione straniera è inferiore di quasi otto punti percentuali a quello della popolazione italiana (29,7 contro 37,3 per cento). Il tasso di occupazione degli stranieri è, viceversa, più elevato di quello degli italiani (61,9 a fronte del 59,5 per cento), come il tasso di disoccupazione (rispettivamente 17,3 e 11,5 per cento).