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>> Nel 2013 risultano occupate quasi 6 persone su 10 in età 20-64 anni, con un forte squilibrio di genere a sfavore delle donne e un marcato divario territoriale tra il Centro-Nord e Mezzogiorno. 

>> Il tasso di occupazione dei 55-64enni è pari al 42,7 per cento, in aumento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2012, ma inferiore alla media Ue28 (50,1 per cento). Il divario di genere più contenuto si registra in Valle d’Aosta, quello maggiore in Puglia.

>> Diminuisce l’incidenza del lavoro a termine che si attesta al 13,2 per cento, sostanzialmente in linea la media europea. Cresce, viceversa, la quota di occupati a tempo parziale (17,9 per cento) soprattutto a causa dell’incremento del part time involontario.

>> L’Italia è caratterizzata da un elevato livello di mancata partecipazione, con un tasso pari nel 2013 al 21,7 per cento. Oltre un quarto delle donne italiane interessate a lavorare non ha un’occupazione (26,1 per cento).

>> Il tasso di disoccupazione raggiunge il 12,2 per cento, 1,5 punti percentuali in più rispetto al 2012, e risulta superiore a quello medio dell’Ue28 (10,8 per cento). L'incremento interessa entrambe le componenti di genere, ma si riduce il differenziale a sfavore delle donne.

>> Nel 2013 il tasso di disoccupazione giovanile raggiunge il 40,0 per cento, in aumento di 4,7 punti percentuali rispetto a un anno prima, e risulta molto superiore a quello medio Ue28 (23,3 per cento). Si registra un picco nel Mezzogiorno, dove il fenomeno è particolarmente accentuato per le donne (53,7).

>> Le difficoltà sul mercato del lavoro hanno determinato un consistente aumento della disoccupazione di lunga durata (che perdura cioè da oltre 12 mesi), la cui incidenza risulta nel 2013 del 56,4 per cento. La crescita particolarmente elevata per la componente maschile (56,1 per cento) ha determinato un riequilibrio dell’indicatore tra i generi.

>> Nel 2011 la quota di unità di lavoro irregolari registra una lieve riduzione e si attesta al 12,0 per cento. Il Mezzogiorno registra l’incidenza del lavoro non regolare più elevata del Paese, oltre il doppio rispetto a quella del Centro-Nord.