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Diseguaglianza nella distribuzione del reddito

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La diseguaglianza si conferma elevata: nel Mezzogiorno solo alcune aree sono meno svantaggiate      

UNO SGUARDO D'INSIEME

Nel 2012 la maggioranza delle famiglie residenti in Italia (circa il 62 per cento) ha registrato un reddito netto inferiore all’importo medio annuo (29.426 euro, pari a circa 2.452 euro al mese). Considerando anche il valore mediano, il 50 per cento delle famiglie ha percepito meno di 24.215 euro annui (2.018 euro mensili). La diseguaglianza nella distribuzione dei redditi è misurata dall’indice di concentrazione di Gini che, calcolata escludendo dal calcolo i fitti imputati, è pari a 0,324.


L'ITALIA NEL CONTESTO EUROPEO

L'ITALIA E LE SUE REGIONI

Confronti europei


icona Diseguaglianza dei redditi nei paesi Ue
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Confronti regionali


icona Reddito familiare netto (esclusi i fitti imputati) e diseguaglianza dei redditi per regione
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icona Diseguaglianza dei redditi per regione
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Serie storiche


icona Indicatori sulla distribuzione del reddito per regione
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Definizioni utilizzate

L’indice di concentrazione di Gini è una misura sintetica del grado di diseguaglianza della distribuzione del reddito ed è calcolato sui redditi familiari equivalenti, cioè resi comparabili mediante l’applicazione di una scala di equivalenza che tiene conto della diversa composizione delle famiglie. Questo indice è pari a zero nel caso di una perfetta equità della distribuzione dei redditi, nell’ipotesi cioè che tutte le famiglie ricevano lo stesso reddito; è invece pari a uno nel caso di totale diseguaglianza, nell’ipotesi che il reddito totale sia percepito da una sola famiglia. Sulla base della definizione condivisa in ambito Ue, il reddito netto familiare è pari alla somma dei redditi da lavoro, da capitale reale e finanziario (escluso l’affitto imputato delle abitazioni occupate dai proprietari), da pensioni e da altri trasferimenti pubblici e privati al netto delle imposte personali, dell’Imposta Municipale Unica (Imu), dei contributi sociali a carico dei lavoratori e dei trasferimenti versati ad altre famiglie. A partire dal 2008, Eurostat include tra le componenti di reddito anche le pensioni private; tuttavia, al fine di rendere confrontabili i dati riportati in serie storica per l’Italia, i valori di reddito sono calcolati al netto della suddetta componente. Le pensioni private sono, invece, considerate nel calcolo dell’indice di Gini utilizzato per il confronto europeo. Il valore mediano suddivide la distribuzione ordinata secondo il reddito delle famiglie in due parti uguali: la prima con redditi inferiori o uguali alla mediana, la seconda con redditi superiori.


Fonti

Istat, Indagine sul reddito e condizioni di vita (Eu-Silc)

Eurostat, European statistics on income and living conditions

Pubblicazioni

Istat, Reddito e condizioni di vita in Italia – Anno 2013, Comunicato stampa, 30 ottobre 2014

Link utili

Istat/condizioni economiche delle famiglie

Istat/datawarehouse  

Misure del benessere

Eurostat/social inclusion



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