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Lettori di libri

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Molti libri per pochi lettori      

UNO SGUARDO D'INSIEME

La lettura di libri gioca un ruolo importante nel processo di crescita individuale, fin dalle più giovani fasce di età. Più gli individui leggono, più riescono a mantenere aggiornate, efficienti e flessibili le loro conoscenze, ossia il loro capitale umano. In termini di offerta, nel 2013 in Italia sono stati pubblicati quasi 62 mila titoli, di cui quasi due terzi riguardano le opere librarie pubblicate in “prima edizione” (+7,2 per cento circa rispetto all’anno precedente), per una tiratura totale di oltre 180 milioni di copie (+2,5 per cento). Complessivamente, sono state stampate all’incirca tre copie di opere librarie per abitante. L’offerta libraria in Italia è comunque rilevante, soprattutto se si tiene conto della scarsa propensione degli italiani alla lettura: nel 2014 solo il 41,4 per cento della popolazione di 6 anni e più dichiara di aver letto almeno un libro nel tempo libero nell’arco di dodici mesi. Tra i lettori di libri, inoltre, una quota consistente dichiara di aver letto al massimo tre libri nell’ultimo anno (45,0 per cento); molto più contenuta la quota di quanti affermano di averne letti minimo 12 (il 14,3 per cento). La propensione alla lettura è differente per donne e uomini. Lo scarto, a favore delle prime, è di oltre 13 punti percentuali: le lettrici sono il 48,0 per cento, i lettori il 34,5 per cento. Tale differenza risulta massima tra i lettori di 20-24 anni, età in cui la quota di lettrici supera di poco il 60 per cento, mentre quella dei lettori sfiora il 32 per cento. La differenza di genere si riduce in modo significativo solo tra i bambini dai 6 ai 10 anni e si azzera tra gli anziani di oltre 74 anni. Nel 2014 il numero dei lettori continua a diminuire, anche se lievemente: dal 43,0 per cento del 2013 scendono al 41,4 per cento. La contrazione coinvolge maggiormente i maschi (passati dal 36,4 per cento al 34,5 per cento), i giovani di 6-10 anni (da 49,3 a 44,6 per cento), di 20-24 anni (da 57,2 a 53,5 per cento) e di 11-14 anni (da 57,2 a 53,5 per cento). A diminuire sono, inoltre, i lettori sporadici, cioè coloro che dichiarano di leggere al massimo tre libri nell’arco di un anno (la quota passa da 46,6 a 45,0 per cento), mentre la quota di coloro che leggono 12 libri e più rimane pressoché invariata.


L'ITALIA E LE SUE REGIONI

Dati nazionali


icona Persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi in Italia per sesso e classe di età
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Confronti regionali


icona Persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi per frequenza di lettura e per regione
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icona Persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi per regione
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icona Persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi (3D)
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Serie storiche


icona Persone di 6 anni e più che hanno letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi per regione
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Definizioni utilizzate

L’indicatore utilizzato si basa su informazioni provenienti dall’indagine multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana”, condotta annualmente dall’Istat, in cui si rilevano le abitudini di lettura delle persone di almeno 6 anni. Per “lettori” si intendono coloro che dichiarano di aver letto almeno un libro nel tempo libero, per motivi non strettamente professionali e/o scolastici, nei 12 mesi precedenti l’intervista. I dati presentati si riferiscono a interviste effettuate a marzo 2014.


Fonti

Istat, Indagine multiscopo sulle famiglie “Aspetti della vita quotidiana”

Pubblicazioni

Istat, La produzione e la lettura di libri in Italia, Comunicato stampa, 15 gennaio 2015

Istat, Annuario statistico italiano, 2014

Aie, Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia, 2014

Link utili

Istat/cultura e tempo libero

Istat/culturaincifre

Istat/datawarehouse



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