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Performance delle aziende agricole

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PiĂą competitive le grandi aziende del Nord-ovest     

UNO SGUARDO D'INSIEME

Il settore agricolo è caratterizzato dalla prevalenza di aziende di tipo individuale e a conduzione diretta: circa l’80,4 per cento delle giornate complessivamente lavorate è riferibile al conduttore o a suoi familiari; il 14,4 per cento è rappresentato da lavoro a tempo determinato, legato principalmente al carattere stagionale di molte produzioni agricole e solo il 3,6 per cento a manodopera dipendente a tempo indeterminato. Le aziende costituite in forma di società sono poco rappresentative in termini numerici, ma in relazione alle loro maggiori dimensioni presentano valori medi aziendali e rapporti caratteristici notevolmente superiori a quelli riferiti all’intero universo delle aziende. Nel 2012 le aziende agricole italiane hanno una competitività di costo pari a 132,4 per 100 euro di costo del lavoro unitario. Il grado di integrazione verticale in agricoltura assume un valore pari al 55,8 per cento e mediamente ogni azienda impiega meno di un’unità di lavoro a tempo pieno (0,6).


L'ITALIA E LE SUE REGIONI

Confronti regionali


icona CompetitivitĂ  di costo delle aziende agricole per classe di fatturato e ripartizione geografica
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icona Indicatori economici delle aziende agricole per ripartizione geografica e classe di fatturato
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icona CompetitivitĂ  di costo delle aziende agricole per regione
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Definizioni utilizzate

I dati sono tratti dal set delle statistiche strutturali sui risultati economici delle aziende agricole italiane. L’indagine coinvolge un campione di circa 19.000 aziende agricole e fornisce informazioni di base sui risultati economici dell’attività aziendale, consentendo di stimare i principali aggregati economici secondo schemi concettuali analoghi a quelli adottati per le imprese attive nei settori dell’industria e dei servizi. L’indicatore di competitività di costo è dato dal rapporto percentuale tra valore aggiunto per addetto, cosiddetta produttività apparente del lavoro, e costo del lavoro per dipendente. Esso rappresenta una sintesi della misura di efficienza dei processi produttivi e fornisce indicazioni sulla competitività in termini di costo. L’indicatore presenta anche limiti che riguardano ad esempio l’affidabilità delle stime dei risultati economici: basti pensare al fenomeno di under-reporting dei redditi e all’utilizzo di una misura di costo unitario del lavoro unica per lavoratori dipendenti e indipendenti. Il grado di integrazione verticale è calcolato come rapporto tra valore aggiunto e produzione. Tradizionalmente questo indicatore è calcolato utilizzando il fatturato al denominatore. La scelta di utilizzare la produzione è motivata dalla rilevanza particolare che assume in questo settore l’autoconsumo che rappresenta la differenza tra le quote di produzione e di fatturato.


Fonti

Istat, Rilevazione sui risultati economici delle aziende agricole

Pubblicazioni

Istat, I risultati economici delle aziende agricole - Anno 2012, Comunicato stampa, 5 giugno 2014

Link utili

Istat/risultati economici aziende agricole

Istat/agricoltura



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